Archivi tag: Ricordi

Voci che restano nel cuore

Il 13 Dicembre del 2012 MrD ha avuto un incidente bruttissimo, dal quale ne è uscito vivo per miracolo, questo a detta di chi l’ha soccorso e da chi l’ha ricevuto in PS.
La scorsa settimana MrD era in negozio ed è entrato un cliente, un ragazzo. Hanno iniziato a parlare, nel cuore di MrD si è aperto uno spiraglio, il suono di quella voce ha acceso un ricordo, il tono era inconfondibile, rassicurante. Ricordava la sua voce, non il suo volto, ma la voce che lo incitava a tener duro, le sue mani che lo accarezzavano sulla testa.
MrD ha avuto il coraggio di chiedergli se per caso aveva assistito ad un incidente il giorno di Santa Lucia in quel dato posto.

Ricordava bene, era lui. Si sono commossi entrambi. Mio marito era presente e lo ha ringraziato all’infinito. Era stato lui a chiamare i soccorsi, era stato lui ad intervenire per primo essendo un volontario della Croce Rossa che transitava proprio quella mattina per quella strada.
MrD è stato felice perchè ha potuto ringraziarlo, stringergli la mano e dare un volto ad una voce che l’aveva tanto aiutato.
Lo ringrazio anch’io, di cuore.
QUI scrivo dell’incidente.
Nella foto c’è la macchina di mio figlio dopo l’incidente, un frontale con un camion.

Annunci

Sogni strani, preoccupazioni e angosce

Il mio mondo onirico è sempre stato costellato da sogni strani, incubi a dire il vero. Ricordo che sin da bambina avevo incubi notturni che mi causavano paure, angosce, urla, pianti, finchè mio papà mi sentiva e mi portava nel lettone. Fra mamma e papà mi ritenevo al sicuro, mi sentivo protetta e mi riaddormentavo certa che non mi potesse capitare nulla.
Sono finita nel letto dei miei genitori fino alle medie, dopodiché ho imparato a reagire e ad auto-convincermi che nessuno poteva uscire dal mondo onirico per farmi del male.

Nonostante oggi sia adulta, molto adulta, (ve l’ho detto che pochi giorni fà ho compiuto gli anni, no eh???), faccio ancora sogni strani, alcuni mi mettono di malumore, altri mi angosciano, altri mi spaventano, insomma il mio mondo onirico è abitato da brutte cose, spesso, troppo spesso. Difficilmente faccio sogni belli, ho una mente contorta, che si sfoga di notte.
Tutto questo per dire che stanotte ho avuto una notte tormentata, mi sono svegliata più volte e ogni volta ho fatto un sogno più brutto dell’altro.
Stanotte ho sognato che avevo un pappagallo, di quelli grandi, bellissimo, era blu cobalto con una lunga coda verde. Il pappagallo purtroppo era ammalato, mi guardava con sguardo sofferente, aveva un becco tutto contorto, si stava sciogliendo. Ero molto triste e preoccupata, lo accarezzavo e gli parlavo.
Mi sono svegliata angosciata.
Stamattina sono andata a cercare il significato di questo sogno, e ho trovato una spiegazione (QUI) che concorda con ciò che sto vivendo:

Un pappagallo morto o morente….può rimandare all’estinguersi di voci e chiacchiere, alla necessità che queste si esauriscano, alla delusione per qualche progetto sfumato o alla propria decisione nel mettere fine a situazioni imbarazzanti in cui ci si è troppo esposti, rientrando così in un ambito più riservato ed intimo.

Ho ripreso a dormire e ho fatto altri sogni più assurdi:
scendevo da uno scivolo in un parco acquatico e restavo incastrata in un tubo, mi sono risvegliata;
qualcuno cercava di entrare in casa e stava buttando giù la porta, nel momento in cui la porta si apriva, mi sono svegliata…per fortuna era quasi ora di alzarsi e ho preferito non riaddormentarmi.
E’ vero che sto vivendo un periodo davvero difficile, ma forse è il caso che ricorra a qualcosa che elimina i brutti sogni. Esiste? Consigli?

Vedi un fiore e ricordi…

Stamattina mentre andavo al lavoro sull’uscio di una casa ho visto una pianta bellissima, avrei voluto fermarmi per fotografarla, ma non era possibile, mi avrebbero presa per una ladra, magari.
Nel momento in cui l’ho vista mi è venuta in mente mia mamma, lei amava quel fiore.
A primavera, dopo le prime giornate di sole, sistemava i vasi all’aperto, lungo la scala esterna e dopo un po’ fiorivano in tutta la loro bellezza.

 

Ogni volta che scendevo la scala, mi fermavo a guardarli, erano davvero bellissimi, dei fiori perfetti.
Voglio quel fiore, voglio che illumini le mie giornate ogni mattina, in ricordo di lei.
Ho scoperto che questo fiore si chiama lilium hybrid e ne esistono di molteplici colori, sono uno più bello dell’altro.

L’immagine del fiore l’ho trovata in questo blog ed è esattamente il colore dei fiori che aveva mia mamma.

 

 

 

La mia mamma era…

La mia mamma era una tipa tosta. Era nata all’inizio della seconda guerra mondiale, quando c’era penuria di cibo, i papà erano in guerra e le mamme si occupavano di tutto.
Mia mamma aveva 3 sorelle e 7 fratelli, lei era la quarta, quindi responsabilizzata sin da subito.
Mia mamma da giovane allevava i bachi da seta, era brava, poi cominciò a fare la magliaia, ma non le piaceva. Voleva fare l’infermiera, era il suo sogno, ma la nonna non l’ha mai lasciata andare, i maschi studiavano, le femmine aiutavano in casa e lavoravano.
Mia mamma si è sposata a 22 anni, l’hanno dopo ha avuto mio fratello, dopo 4 anni sono nata io, ma la voglia di fare l’infermiera non le era passata.

Quando ho iniziato ad andare alla scuola materna, mamma si è iscritta alla scuola di infermiera, allora lo si diventava in un anno, un corso intensivo, lavoro in corsia sin da subito.
La ammiro per ciò che ha fatto, due figli, un marito, la casa, lo studio e il lavoro. E’ stata brava, è stata determinata, ce l’ha fatta. Lavorava in un noto ospedale, nel reparto di pediatria, le piaceva, anche se era difficile conciliare il tutto, ma papà l’ha sempre aiutata molto e noi….noi siamo cresciuti.
Il suo carattere era troppo forte per me, mi prevaricava, mi comandava, ci scontravamo, me nemmeno tanto, io cedevo, non sono forte, mi arrendo, combatto poco per me stessa.
Mi son sposata, me ne sono andata, ci siamo allontanate, voleva comandare ancora e io tenevo le distanze.
Ha capito? Non lo so, ma avanzando con l’età un po’ si era ricreduta su di me, sulla famiglia che avevo creato e ha cominciato ad avvicinarsi, a parlarmi di più. Mi diceva che voleva trasferirsi vicina a casa mia, forse anche perchè avevamo scoperto che mio papà aveva una malattia degenerativa grave.
Ero felice, per la prima volta stava preferendo me a mio fratello, aveva un debole per lui, era il suo preferito.
Aveva letto la sua cartella clinica, sapeva cosa aveva, sapeva che sarebbe morta da lì a poco, ma non ne abbiamo mai parlato, non siamo riuscite ad entrare nell’argomento, non ci siamo dette addio.
Abbiamo lasciato che i giorni trascorressero, ci siamo tenute compagnia, abbiamo parlato di tutto e di niente. Avrei voluto farti tante domande, sapere di più, dirti che ti volevo bene, ma non ce l’ho mai fatta.
Ti abbracciavo, ma tu difficilmente ricambiavi, non sei mai stata capace, non eri da gesti affettuosi, come non lo è papà e mio fratello. Io sono quella che abbraccia, che bacia, che fa sentire l’affetto con i gesti, voi non lo siete mai stati, fate fatica a lasciarvi andare.
Te ne sei andata due giorni dopo aver compiuto 62 anni, ma il tuo compleanno l’avevamo “festeggiato” un mese prima, ricordo ancora la tua frase: “Ho preparato la torta oggi, non so se arrivo al mio compleanno”. Mi stavi preparando, mi avvisavi in ogni modo, sapevi che sono fragile, che sarei crollata, che una parte di me sarebbe morta con te. Lo sapevi e così è stato.
Piango per tutto ciò che non è stato, per tutto ciò che ci siamo perse, per la complicità che non abbiamo avuto, per la paura che ho sempre avuto di te, per le botte prese, per le occasioni mancate.
Piango perchè mi manchi tanto, perchè ho pregato tanto che non morissi, ma nessuno mi ha ascoltato. Piango perchè mi sono sentita abbandonata, perchè sono orfana di madre, perchè con te se n’è andato il mio passato e un futuro che sarebbe potuto essere diverso, magari migliore o forse no, mi sto solo illudendo.

Questo post partecipa al Giveaway di Francesca, se volete partecipare anche voi parlando della vostra mamma, andate QUI, avete tempo fino al 21 Aprile.

Un ricordo bellissimo

Qui sta nevicando da ore, è previsto che andrà avanti per altre due, poi smetterà.
Mi piace la neve, rende tutto omogeneo, tutto bianco, tutto più silenzioso.
L’atmosfera che si crea è surreale, sembra un altro pianeta, più pulito.
Ricordo una mattina di due inverni fà, una mattina presto, presto, tutti bardati e super equipaggiati con attrezzature da snowboarder provetti, io e la mia family, ci stavamo recando sulle piste innevate, non molto lontane da casa nostra, poco più di un’oretta. Per arrivare sulle piste dobbiamo attraversare una valle splendida, in cui il sole se ne và ad Ottobre e ritorna solo ad Aprile e proprio a causa di questo sembra di entrare in un altro mondo…
Quella mattina, il sole non era ancora alto nel cielo, si stava alzando pian piano, ma fin lì non sarebbe mai arrivato, i monti fanno da scudo, dopo una curva ci appare uno spettacolo che non dimenticherò mai finchè vivrò, non ho potuto fotografarlo, ma resterà indelebile nei miei ricordi per sempre. Tutto ciò che ci circondava era avvolto dal ghiaccio, qualsiasi ciuffo d’erba, stelo, ramo, albero, foglia rimasta, tutto era candido, tutto era bellissimo, tutto brillava sotto i nostri occhi increduli. Una gioia mi è esplosa nel cuore, ho emesso un gemito stupito alla vista di cotanta bellezza, mai dimenticherò, mai!!!
La natura ci regala degli spettacoli che noi dobbiamo imparare a fermarci a contemplare.