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Method: Calm The Fuck Down! = Metodo: Calma, Cazzo!

Rieccomi qui, più carica che mai, scusate l’assenza ma avevo bisogno di raccogliere le idee, le energie.

Voi guardate la serie Tv “Una mamma IMperfetta“? Io la guardo in streaming, in Tv non riesco, o sono al lavoro o Miciomao non me lo lascia guardare come si deve. Dura pochi minuti, ma val la pena non perdersi nessun dialogo, nessuna sfumatura.
Io ve la consiglio, ci sono degli spunti e delle riflessione niente male, anzi direi azzeccati.
Nell’episodio 14 si parla di mamme tigre, ossia mamme cinesi che impartiscono un’educazione molto severa per avere il meglio dal bambino, delle mamme ritenute perfette.
Amy Chua, mamma cinese-americana, ha scritto anche un libro: L’inno di guerra della mamma tigre.

Amy Chua descrive i metodi con cui educa le due figlie, metodi più ispirati alla cultura confuciana che alle consuetudini americane. Il marito di Amy sia un ebreo americano ma è lei a dettare le regole in quel campo. Disciplina ferrea, divieto di guardare la tv o di trastullarsi con i videogame. Perfino le feste dagli amici sono proibite per dare la priorità allo studio. Come non bastassero le materie scolastiche, ci sono i corsi privati di pianoforte e violino, anche questi da seguire con la massima applicazione. Forte autorità dei genitori. Spirito di sacrificio. Dedizione totale all’apprendimento. La “mamma tigre” può arrivare a vere e proprie crudeltà. 

Se volete leggere tutto l’articolo da dove ho estrapolato il periodo, andate QUI
Non ho letto il libro, ma ne sono assai incuriosita, non credo che applicherò questo metodo, non è nelle mie corde essere così severa e metodica, però magari troverò qualche spunto…forse!
Ma c’è una nuova ideologia che preferisco lungamente, è stata messa a punto da Danny Vienna del Blog “The Daddy Complex”: Calm The Fuck Down = Datti Una Calmata Cazzo!!
Non è un metodo bellissimo? Non si adatta di più a noi mamme sempre in cerca della perfezione irraggiungibile??
Volete leggere l’articolo di Daddy Danny? Andate QUI.
Ecco la traduzione, a grandi linee, di alcuni spunti del suddetto metodo, non conosco l’inglese abbastanza bene da tradurlo in modo corretto, mi sono avvalsa di Google, quindi perdonate alcuni grossolani errori:

Il figlio di un amico ha imparato l’alfabeto più veloce del tuo bambino? Calma, cazzo.
Hai paura che non stai impartendo la saggezza necessaria al tuo bambino  per sopravvivere a scuola e oltre? Calma, cazzo.
sei preoccupato del fatto che non sei il tipo di genitore che pensavi che saresti stato? Calma, cazzo.
Sei sconvolto dal fatto che il bambino non mostra interesse per alcune aree di apprendimento? Calma, cazzo
Il bambino presenta un comportamento in pubblico imbarazzante? Calma, cazzo.

Per utilizzare CTFD, basta seguire questi semplici passi:

1. Calma, cazzo.
2. Non c’è un secondo passo.

Non lo trovate perfetto???
Cosa ne pensate?

L’autore del post sopra citato in Twitter scrive:

Sono così felice! The Method is now spreading through Italy. Here’s a sample via @sempremammahttp://sempremamma.blogspot.com

Il Vangelo di Maria Maddalena * Kathleen McGowan * Piemme


Pochi giorni fà ho fatto il mio solito giro in Biblioteca e ho visto il libro sullo scaffale, dal titolo mi è sembrato abbastanza impegnativo, ricordavo diverse polemiche al momento della sua pubblicazione, io allora non lo lessi, quando se ne parla troppo non mi piace. Ma ora era arrivato il suo momento, l’ho preso e mi sono addentrata nella lettura.
Il libro è frutto di 20 anni di ricerche da parte dell’autrice, ricerche che l’hanno portata a fare delle scoperte interessanti.
L’autrice parte dal presupposto che “La storia non è ciò che è accaduto. La storia è ciò che è stato scritto“.

Bella frase vero?
Quando succede un fatto, ognuno lo racconta a modo suo, a seconda della propria sensibilità, della propria prospettiva, l’accaduto ha sfumature diverse e può essere più o meno intenso, più o meno grave.
Quindi, perchè non può essere così anche per tutta la storia che ci hanno propinato in questi anni?
Detto questo, può essere così anche per i Vangeli?
I Vangeli sono stati scritti da uomini di una certa estrazione sociale e politica, noi ben sappiamo che gli uomini hanno una visione molto diversa della vita rispetto ad una donna.
Oggi mi domando: se fossero stati scritti da donne sarebbero stati diversi? Non possiamo saperlo.
Si apre un discorso molto ampio, che non me la sento di affrontare, non ne ho le competenze e le conoscenze.
L’autrice, dopo attente ricerche, dopo aver parlato con persone che sono custodi di informazioni sacre legate a Maria Maddalena e alle altre donne della storia, ha voluto condividere con tutti noi le sue scoperte.
Possiamo crederci o meno, accettarle o meno, ma val la pena di leggere il libro, che è ben scritto e ci offre un’altra prospettiva della donna nella storia antica e contemporanea.
Non è un libro semplice, soprattutto per chi come me è cresciuto con certi insegnamenti, che sono ben radicati nel mio cuore, nella mia mente.
Non mi ha fatto oscillare nella mia poca fede questo libro, però mi ha fatto pensare.

La luce più forte attira l’oscurità più profonda.

Sognavo di correre lontano * Ron McLarty * Sperling & Kupfer

Dopo una tranquilla vacanza sul lago, i genitori di Smithy partono per rientrare a casa,  lungo il tragitto hanno un brutto incidente, pochi giorni dopo muoiono a distanza di poche ore.
Smithy si ritrova solo a 43 anni, con un lavoro che odia, una vita vuota che riempie ubriacandosi continuamente e mangiando a dismisura, infatti pesa 126 kg.
Il giorno del funerale, dopo la cerimonia, Smithy guarda la corrispondenza dei suoi genitori e vi trova una lettera spedita dal Dipartimento della Salute della città di Los Angeles, hanno trovato sua sorella Bethany scomparsa molti anni prima.

Smithy, confuso e amareggiato, prende la sua bici e comincia a pedalare.
Inizierà per lui un’avventura senza precedenti, partirà da East Providence, Rhode Island e arriverà a Los Angeles in sella alla sua bici, ben 2964 miglia.
Un percorso di introspezione interiore che gli farà capire molte cose, chi e cosa conta nella vita.
Un libro a mio parere bellissimo, che consiglio di leggere.
Sognavo di correre lontano

Con questo post participo al Venerdì del libro.

divisori
Devi imparare a guardare le persone che adori con occhi diversi: da un punto di vista che non ti appartiene. E’ come se occorresse trasformarsi in un’altra persona, per riuscire ad avere uno sguardo severo: i buoni proteggono sempre le persone che hanno a cuore, anche se ciò significa fingere che tutto vada bene.
divisori
Non ero più una valigia piena zeppa di roba in disordine. Avevo imparato a prendere solo ciò che mi serviva davvero.
divisori
E’ la vita, non si scappa. Dobbiamo andare avanti ed essere forti, e il modo migliore per farlo è contare sugli altri e avere il coraggio di fidarsi di loro.
divisori
A volte penso che ti imbatti per caso nelle persone….e tutto dipende dal modo in cui loro ti rimbalzano addosso.

La chiave di Sara * Tatiana de Rosnay * Mondadori

E’ un romanzo commovente, a tratti struggente.
L’ho letto in un giorno, non riuscivo a staccarmi dalle vicende di Sara, dalla sua vita, da ciò che le capitò in quel lontano 1942.
La polizia francese un giorno bussa alla sua porta, preleva Sara e i suoi genitori dalla sua casa. Sara spaventatissima nasconde il fratellino nell’armadio, lo chiude a chiave, convinta di rientrare entro sera. Non sarà così.

Per Sara e la sua famiglia vengono rinchiusi nel Vélodrome d’Hiver, in attesa di venire deportati in un campo di concentramento, in condizioni disumane, senza acqua nè cibo. Iniziano giorni da incubo, giorni di maltrattamenti fisici e mentali, giorni che non dimenticherà mai più, che la segneranno per tutta la vita.
E’ un romanzo scritto a due voci. Da una parte c’è Sara, dall’altra una giornalista, Julia, che deve scrivere un articolo sulle vicende buie della polizia francese di quegli anni.
Julia verrà a conoscenza della storia di Sara in un modo anomalo e scaverà fino in fondo, vuole sapere cosa le è successo e dove è finita.
Da questo romanzo ne hanno tratto anche un film, che non ho ancora visto, ma vedrò spero a breve. Guardate il trailer QUI.
La chiave di Sara (Omnibus)

Questo post partecipa al Venerdì del libro.

divisori blog
E’ pericoloso rivangare il passato.
Può riservare sorprese spiacevoli.
La verità è più dura dell’ignoranza.
divisori blog

Una notte ho sognato che parlavi * Gianluca Nicoletti * Mondadori

Ho letto questo libro in poche ore.
E’ un libro ben scritto, lo scrittore ha un linguaggio molto forbito, ma scorrevole, sono rimasta incantata dal suo modo di esporre i suoi pensieri, la sua vita, anzi la loro vita, “ma di chi?” Vi starete domandando, di Gianluca e suo figlio.
Gianluca ha due figli maschi di cui uno, il secondo autistico.
Gianluca descrive cosa si prova a scoprire che tuo figlio così silenzioso e sempre sulle sue, in verità è autistico, come, averlo scoperto, ti cambia la vita e come procede questa vita mentre tu cerchi di crescere al meglio tuo figlio, ti impegni per dargli un futuro più che decoroso e il più possibile sereno e la burocrazia ti ostacola in ogni dove.

Tommy  è un ragazzone di 14 anni, in pieno sviluppo,  molto alto e anche piuttosto grosso, dal carattere non molto facile, a volte un po’ aggressivo, ma nello stesso tempo adorabile.
Tommy all’apparenza sembra un normodotato e per questo viene rimproverato sovente dai “paladini dell’ordine e della giustizia” con grande rammarico da parte di Gianluca.
E’ un libro ironico, a volte commovente, per certi versi anche divertente, ma nello stesso tempo struggente, sdrammatizza una situazione in certi momenti davvero complicata da gestire.
La realtà, la vita in genere è difficile da affrontare quando colui che hai accanto ha un bisogno disperato di te, della tua presenza, della tua guida, del tuo spazio, del tuo tempo.

Questo post partecipa al Venerdì del Libro.

Guardate QUI.  Cliccate su……Sempre più mamma blog

L’autistico diventa il catalizzatore di tensioni sopite, ma sicuramente già esistenti. Spesso fa saltare il tappo del non detto, che potrebbe essere considerata un’altra delle sue innegabili doti di rivelatore di realtà sommerse.
Perchè non arrivi il peggio a funestarci, al peggio dobbiamo essere preparati.
La realtà è che mi sono proprio rotto il cazzo di dover tener conto sempre e comunque degli stati d’animo e delle sensibilità altrui, delle opinioni, delle abitudini, dei gusti delle persone con cui entro in contatto. La cultura e la civilizzazione – che di certo non rinnego, anzi che ribadisco essere la migliore maniera possibile di vivere la contemporaneità – mi impongono di essere rispettoso di ogni diversità.
La tolleranza permette lo scambio che è arricchimento. Giusto, ma da una vita mi arricchisco sorridendo a denti stretti, abbozzando, ascoltando e fingendo consenso e solidarietà. Oggi vorrei dilapidare un po’ tutto questo prezioso patrimonio d’umanità, altrimenti che ho vissuto a fare?

La pianista bambina * Greg Dawson * Piemme

Zhanna e Frina sono due sorelline figlie di un caramellaio ebreo di Minsk, amante della musica. Alle due sorelline viene insegnato sin da piccole ad amare la musica e a suonare il pianoforte. La storia vera, raccontata dal figlio di Zhanna, l’autore del libro, si svolge prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1941 i tedeschi invadono l’Ucraina e gli ebrei vengono deportati verso una fossa comune. Tra questi ebrei c’è anche la famiglia di Zhanna, suo padre riscatta la sua vita con un orologio d’oro. Zhanna si salverà grazie a questo gesto e sopravviverà all’orrore dell’Olocausto, alla ferocia dei soldati nazisti, ad un destino segnato, grazie alla musica, al pianoforte.
L’autore del libro venne a sapere i trascorsi di sua madre durante la guerra, solo molti anni dopo, quando lui era già adulto. Domandò a sua madre il perchè non gliene avesse mai parlato, la sua risposta? “Come si possono raccontare ai bambini cose del genere? Pensavo che sarebbe stato troppo crudele”. Come darle torto?

Io leggo molti libri che hanno come tema principale l’Olocausto. Sono affascinata dalla forza di queste persone che sono riuscite a sopravvivere, dall’immancabile speranza che le ha aiutate a farcela, ad uscire vive da un tale orrore.
Ricordo una sera, avrò avuto 8-9 anni, durante la quale stavano trasmettendo un documentario sull’Olocausto e mia mamma non me lo fece vedere, troppo orrore, troppo disumano ciò che le immagini proponevano, mi voleva proteggere, come la mamma di Greg. Da quel momento mi è rimasta questa voglia di sapere, di conoscere, di condividere in parte questo dolore dei sopravvissuti.
La pianista bambina (Testimonianze)

Questo post partecipa al Venerdì del libro.

A volte è giusto mentire. Non è solo giusto, è eroico.
Se la verità è la prima vittima della guerra, la logica è la seconda.

Il colpevole * Lisa Ballantyne * Giano I libri della civetta

Ho letto questo libro in poche ore. Una volta iniziato non riuscivo più a smettere, volevo sapere, volevo conoscere.
Sebastian è un bambino di undici anni, un bambino dagli occhi verdi e dai lineamenti delicati. Un giorno viene arrestato con l’accusa di aver ucciso Ben, un suo amico di otto anni, con una mattonata in pieno viso.
A Daniel viene affidato l’incarico di difendere Sebastian in tribunale, dovrà dimostrare l’innocenza del bambino, sarà l’avvocato della difesa.
Daniel più conosce il suo cliente e più si rivede in lui, si intrecciano le due storie.
Da una parte la vita di Sebastian, delle sue difficoltà con il padre, con gli altri bambini e l’accusa grave di omicidio che pende sulla sua testa, dall’altra parte la vita di Daniel da quando era bambino fino all’età adulta, l’abbandono di sua madre, le famiglie affidatarie e l’incontro con Minnie, colei che diverrà la madre adottiva.
Daniel si farà aiutare dalla collega Irene per far riconoscere innocente Sebastian, Daniel crede ciecamente nella sua innocenza.
Ci riuscirà?
Non vi resta che leggere il libro.
Il colpevole (I LIBRI DELLA CIVETTA)

Questo post partecipa al Venerdì del Libro.

A volte, quando ti succede qualcosa di brutto, ti sembra che la cosa più facile sia scappare, ma io voglio che tu ci provi, a non correre via, e cerchi invece di affrontare le cose che non ti piacciono. Sembra più difficle, ma alla lunga ci guadagni. Fidati.
Perdere qualcuno fa parte della vita, ma non è sempre facile sopportarlo…A volte, quando perdiamo persone che per noi sono preziose, il mondo sembra un posto buio. E’ come se la persona a cui volevamo bene fosse una piccola luce e, ora che non c’è più, tutto è diventato buio. ma ricordati che quella luce l’abbiamo tutti, è la bontà dentro ognuno di noi e, anche se siamo tristi, non significa che non possiamo portare felicità agli altri, e portare felicità significa essere felici…

Teaser Tuesdays #1

Martedì scorso sono incappata nel blog di Sara, Parole in disordine, partecipava ad un’idea lanciata dal blog Should be reading e rilanciata da Leggere per sognare, è un’idea carina eccola qui di seguito: 

-Prendi il libro che stai leggendo
-Aprilo ad una pagina a caso
-Trascrivine un breve pezzo (teaser) evitando spoilers (punti salienti che svelano la trama)
-Riporta titolo e autore del libro

In quel periodo accaddero comunque anche alcune cose buone. Ricevetti una cartolina di Lynette che diceva semplicemente: NULLA HA MOLTA IMPORTANZA E POCHE COSE IMPORTANO DAVVERO.

L’amore della mia vita
Louise Douglas
Sperling & Kupfer

Volete partecipare anche voi? E’ sempre un modo per far conoscere nuovi libri, nuovi spunti di lettura.

Voglio ringraziare Antonella del Blog COLORIDELLAMORE per avermi assegnato un bel premio, sei molto cara, grazie ancora.

La metà di niente * Catherine Dunne * Tea

Rose ha una vita tranquilla, un marito, tre figli, una bella casa, una buona posizione economica, ma una mattina il marito le dice che vuole lasciarla, non la ama più ed esce dalla porta, senza nessun’altra spiegazione. Rose non riesce a capire, non si capacita che stia succedendo a lei, e rimane frastornata, per alcuni giorni si comporta in modo automatico, non vuole pensare, fa il minimo indispensabile per non far pesare ai figli l’assenza del padre.
Rose si sente tagliata a metà, si sente un essere inutile, sente di aver sbagliato in molte cose. Inizia per Rose una nuova vita in cui è lei a dover prendere tutte le decisioni, in cui è lei a guidare la sua vita. E’ il momento del riscatto, di far vedere quanto vale, di riprendersi in mano la sua vita. Rose è un esempio positivo, in cui molte donne si possono rispecchiare o prendere esempio.
La metà di niente (Guanda Narrativa)

Questo post partecipa al Venerdì del Libro di homemademamma.

Ogni giorno ha la sua pena. Quanto basta per arrivare a sera.
Non ci sono ostacoli, solo opportunità sparse da cogliere, come le luci della città lungo la via del ritorno.
Le donne sono brave a trarre il meglio dal peggio, a sopportare l’insopportabile.

La lista dei desideri dimenticati * Robin Gold * Garzanti

Clara ha una bella vita, una bella famiglia, un buon lavoro e un uomo che ama, Sebastian, è una donna felice, ma il destino per lei ha in serbo ben altro. Sebastian muore e lei si smarrisce, perde la voglia di vivere, di fare, di continuare. Un giorno le arriva un pacchetto inviatole dalla sua maestra delle elementari, è la capsula del tempo che aveva seppellito anni e anni prima, all’eta di dieci anni. All’interno di questa capsula vi è un biglietto, una lista di desideri da realizzare prima dei 35 anni, una lista che Clara aveva dimenticato, ma a cui si aggrappa con le unghie, una lista in cui lei ripone il suo futuro.
Clara decide di cercare di realizzare questi desideri, depennandoli man mano che riuscirà a portarli a termine, tanto cosa altro ha da fare? Questa capsula del tempo le ricorderà chi era, ma anche chi voleva diventare. Le salverà la vita offrendole un ponte dal passato sul futuro, proprio nel momento in cui non l’aveva. La capsula del tempo diviene la sua speranza e l’aiuterà a riscoprire il sorriso e la voglia di vivere.
Ho già detto troppo, vi consiglio di leggerlo, è molto bello e vi invoglierà a creare una vostra lista dei desideri, da rileggere fra una decina d’anni.
Questo post partecipa all’iniziativa di Homemademamma.
Vi sono due frasi che si leggono prima di iniziare il romanzo, sono bellissime e voglio riproporle, le altre sono quelle che mi hanno colpito maggiormente durante la lettura:

Il dolore si rivela un luogo che nessuno di noi conosce finchè non lo raggiunge. Joan Didion
Puoi non vincere, a volte, ma mai e poi mai puoi arrenderti. Patrick Swayze
Metro dopo metro la vita è dura, centimetro dopo centimetro è una passeggiata.
Crescere significa anche accettare che le cose cambiano. E’ necessario adattarsi perchè, se non lo si fa, in me che non si dica ci si ritrova a vivere una bugia.
Niente corrisponde ai piani di nessuno. A chi capita mai che la vita sia come l’aveva progettata?