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Carcinoma papillare della tiroide

Il mio collo qualche giorno dopo l’operazione

Nel 2007/08 in seguito a dei parametri sballati del TSH, FT3, FT4, (ero ipotiroidea dal 1998), che nonostante la cura, non rientravano nella norma, mi era stata pescritta un’ecografia capo-collo. Durante l’ecografia mi è stato riscontrato un nodulo di 3 cm, mi è stato consigliato di effettuare l’agoaspirato. Avevo veramente paura a sottopormi a questo esame, perchè sapevo doloroso e perchè avevo il terrore dell’esito. Dopo diversi mesi, per l’esattezza a fine Marzo 2009, ho preso coraggio e mi sono sottoposta all’ agoaspirato, un esame a mio giudizio davvero fastidioso. In posizione supina, con il collo bene teso, sono stata bucata per ben tre volte per poter aspirare del tessuto dal nodulo presente sulla parte sinistra della tiroide. Il materiale raccolto è stato poi mandato ad analizzare e dopo 12 giorni l’endocrinologa da cui ero in cura dal 2007 in occasione della mia seconda gravidanza, mi ha chiamato, ma io dovevo vederla dopo 3 giorni. Questo suo anticipare l’appuntamento mi ha fatto subito pensare male e avevo ragione. La diagnosi era:

NEOPLASIA TIROIDEA PAPILLARE BILATERALE MULTIFOCALE CON LINFONODO LATEROCERVICALE IPERECOGENO.
Sono scoppiata in un pianto dirotto, la dottoressa mi ha abbracciato e accarezzato, mi ha spiegato che dovevo essere operata quanto prima, che avevo temporeggiato fin troppo.
A Maggio sono stata operata, mi era stato detto che avrebbero fatto un taglietto di pochi cm, avendo io una tiroide piccola, ma durante l’operazione, durata un’ora e mezza, è stata trovata della metastasi, quindi hanno dovuto allargare il taglio , mi è stata asportata la tiroide, mi sono stati tolti diversi linfonodi compromessi ed è stata fatta una bella pulizia.
Il tutto è stato mandato ad analizzare a Milano, è stato confermata la diagnosi e dopo un mese esatto dall’operazione, durante il quale ero senza tiroide e senza Eutirox, che è il farmaco che sostituisce gli apporti della tiroide, sono stata sottoposta a Radioiodoterapia, per eliminare eventuali cellule cancerogene nei linfonodi, che potevano essere sfuggite all’operazione, ma di questo ve ne scriverò un’altra volta, merita un post tutto suo.

Dal 18 Maggio al 25 maggio si svolgerà la Settimana Mondiale della Tiroide e sono state organizzate numerose iniziative su tutto il teritorio, coordinate dal C.A.P.E. ossia Comitato Associazione Pazienti Endocrini.
Verranno effettuati scrrening gratuiti, incontri e verrà distribuito materiale informativo.
Per chi ne volesse sapere di più, si colleghi al sito tiroide.com, qui troverete i luoghi nei quali sarà possibile recarsi.

Il mio consiglio è di fare qualche accertamento data la gratuità dell’iniziativa, la prevenzione è un obbligo verso noi stessi.
Quando fate gli esami del sangue inserite sempre anche il TSH FT3 FT4, che metteranno in evidenza eventuali problemi tiroidei.
La mia esperienza è stata dura, ho sofferto fisicamente, ma molto più mentalmente. Il fatto di aver avuto un carcinoma, seppur non di quelli che ti uccidono, ti condiziona la vita e ti cambia le prospettive. Quando tutto ciò mi è successo Miciomao aveva 2 anni e sono stata ricoverata una settimana, durante la quale ho visto poco la mia famiglia e pochissimo lui, una volta per la precisione, durante la quale, avendo malissimo al collo, ricordo che non riuscivo nemmeno ad abbracciarlo ed avevo paura che lui mi facesse male. Ho trovato delle compagne di disavventura splendide in ospedale, che ancora oggi sento via Fb, grazie alla loro simpatia ho fatto anche delle “dolorose” risate. Il post operatorio è stato abbastanza veloce, qualche giorno con drenaggio attaccato, di cui porto ancora il segno, oltre alla cicatrice sul collo, che non è un bel vedere, anche se ormai si è schiarita parecchio.
Il brutto è stato stare un mese senza terapia sostitutiva della tiroide, perchè bisogna “affamare”, termine usato dagli oncologi, le cellule malate, che si nutrono di iodio. Dalla mia alimentazione ho dovuto togliere il sale iodato ed usare poco il sale comune, ho dovuto togliere il pesce e qualsiasi alimento che potesse interferire con la Radioiodioterapia.
Si può vivere senza tiroide? No, i disturbi che sopravvengono sono tantissimi e davvero gravi, se uno non prova non ci può credere, ma ne parlerò in un altro post, magari domani, o forse dopo, o quando me la sentirò di farlo. Affrontare questo argomento non è mai facile per me.
Scusate se mi sono dilungata, non sono solita fare post così prolissi, ma questo tema meritava qualche parola in più!

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