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La nube di Seveso

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L’incendio di Mortara di ieri, ha riportato alla mia memoria quello che successe a Seveso nel 1976,  si ricorda come “Il disastro di Seveso”.  Avevo 6 anni, eppure ricordo che di quanto avvenne tutti ne parlavano. Noi abitavamo a pochissimi chilometri dal centro del disastro e c’era preoccupazione, ma una buona dose di ignoranza ha fatto sì che alla cosa non si diede il giusto peso.  Continua a leggere

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5 anni fa

5 anni fa in una giornata di sole come questa, in una mattinata che sembrava anonima, in un giorno come tanti del mese di Aprile, mi trovavo in uno studio medicoe per la prima volta nella mia vita ho sentito le parole “carcinoma papillare”.

5 anni fa ho guardato la mia endocrinologa negli occhi e mi sono chiesta se ciò che mi stava dicendo poteva essere un errore.
5 anni fa ho pensato che potessi morire.
5 anni fa pensavo che i miei figli sarebbero rimasti senza mamma.
5 anni fa  mi è stato detto che del mio tumore non si muore, in genere.
5 anni fa ho pensato che avevo perso mia mamma, avevo perso il lavoro e adesso stavo perdendo la salute.
5 anni fa ho pensato che mi sarebbe rimasta una cicatrice ben visibile che mi avrebbe ricordato ogni volta che mi specchiavo che dentro di me c’era un fottuto tumore.
5 anni fa mi è stato detto che avrei dovuto sottopormi a radioiodio terapia.
5 anni fa la mia endocrinologa mi ha abbracciato forte forte e asciugato le lacrime che scorrevano copiose sul mio viso.
5 anni fa sono uscita da quello studio medico consapevole che vi sarei entrata molte e molte volte in quell’ospedale e per molti anni a venire.
5 anni fa ho incrociato gli sguardi di coloro che c’erano seduti fuori dallo studio medico e credo che vi abbiano letto disperazione.
5 anni fa, ho provato una paura tremenda, pensavo, ma non riuscivo a dare un senso ai miei pensieri. e piangevo, piangevo, piangevo.
Oggi, dopo 5 anni, posso dire che è stato difficile, è stato doloroso, ho passato giorni in cui lo sconforto ha preso il sopravvento, ma sono qui a raccontarlo e quando lo faccio ne rido anche, stupendo tutti, ma quando tutto è passato e nonostante tutto è andata bene, non si può che sorridere.

 
Io penso positivo perché son vivo perché son vivo, io penso positivo perché son vivo e finché son vivo, niente e nessuno al mondo potrà fermarmi dal ragionare, niente e nessuno al mondo potrà fermare, fermare, fermare quest’onda che va, quest’onda che viene e che va quest’onda che va….

Firma anche tu per le famiglie abbandonate di Chernobyl

27 anni fa a Chernobyl avvenne un disastro dai risvolti che ancora oggi si stanno pagando in termini di salute.
Ricordo ancora quel giorno, mai avremmo pensato ad una simile tragedia.
Ricordo ancora che solo dopo giorni ci consigliarono di non consumare le verdure dell’orto, c’era pericolo di contaminazione, mio papà non cambiò abitudini, continuò a fare ciò che aveva sempre fatto, come se nulla fosse accaduto.
Che siano dovuti a quello i miei problemi di tiroide e tutto ciò che è successo nel 2009?

A causa di quel disastro Greenpace ha presentato una stima: nel giro di 70 anni moriranno circa 6 000 000 di persone in tutto il mondo per tumore riconducibile a questa tragedia.
Perchè sto parlando di questo?
Molte zone contaminate sono state evacuate e chiuse alle persone a causa della forte radioattività che ancora oggi è presente nell’aria e nel terreno. Ultimamente però, diverse famiglie hanno occupato queste aree bandite, definite “zone morte”, si stanno ripopolando, pur essendo state bandite.
Ogni giorno queste persone consumano acqua contaminata, si cibano di verdure cresciute in terra contaminata, vivere lì significa avere un’aspettativa di vita ridotta e malattia quasi certa.
Le istituzioni locali sono indifferenti a ciò che sta accadendo e anche le comunità internazionali fanno finta di non vedere.
Legambiente in occasione dell’anniversario del disastro (26-04-1986), ha lanciato una petizione online per chiedere di intervenire, se anche tu vuoi fare qualcosa per queste famiglie, per questi bambini, firma QUI.
Se volete saperne di più di ciò che è successo a Chernobyl e dintorni, andate QUI.