Disturbi alimentari nel bambino

Obesità e anoressia, bulimia e sovrappeso: tutte patologie dovute ad un difficile rapporto con il cibo. E se aumenta il numero delle persone in sovrappeso o obese, anche anoressia e bulimia fanno registrare numeri più che preoccupanti.

Il problema del cibo inizia a manifestarsi già a 8 anni e nel nostro Paese fa 8mila morti l’anno, il doppio di quelli causati da incidenti stradali.

Una “epidemia sociale”, considerato che nel nostro Paese si pensa siano almeno 3 milioni le persone che soffrono di un qualche disturbo legato all’alimentazione.

Sono più le bambine, nella fascia 8-10 anni, ad avere problemi di questo tipo, ma basterà qualche altro anno perchè non si potrà più parlare di queste malattie come di disturbi di genere: oggi i maschi sono il 20%, e accusano lo stesso, profondo, disagio provato dalle bambine.

Dei 3 milioni, almeno 500mila fanno anche uso di alcol, e stupefacenti, entrando a far parte del gruppo (una novità per il nostro Paese) della drunkoressia. Questa patologia provoca, in individui già sottopeso, un ulteriore dimagrimento e, crea dipendenza dall’alcol, causando a lungo andare anche cirrosi epatica, tumori al fegato e al seno, oltre che ovvi problemi psicologici.

Al momento, in Italia, non sono moltissimi i centri che ospitano le persone affette da questi disturbi. A Varese, a Villa Miralago, il più grande centro in Italia, ne sono ricoverate 46, tra donne e uomini, alcuni anche inorenni, che trascorrono anche anni della propria vita nella struttura prima di riuscire a riprendere la propria, normale, vita.

Di anoressia di muore, perchè ci si suicida, o per gli effetti collaterali della malattia. Attualmente l’anoressia fa più morti anche della depressione, anche 7-8 mila ogni anno.

Dietro ad un disturbo alimentare c’è una richiesta di aiuto e il desiderio di essere considerati. alimentare del loro bambino fin da quando è piccolo e che, alla prima avvisaglia, si rivolgano subito ad uno specialista.

Le cose alle quali prestare attenzione sono: il fatto che il bambino, sistematicamente, rifiuti il cibo (di qualunque tipo esso sia) o che si abbuffi a dismisura e che abbia episodi di vomito.
Di solito questi comportamenti alimentari sono accompagnati da una chiusura del bambino verso il mondo esterno: il bambino, in pratica, rifiuta o schiva il contatto con i coetanei e tende a chiudersi in se stesso.

Fonte: QUI e QUI
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