Iodio in gravidanza

Dal 18 al 25 Maggio, nei reparti di endocrinologia e ginecologia delle strutture interessate, la brochure informativa e un questionario per la diagnosi precoce.

In gravidanza il fabbisogno di iodio raddoppia: ne servono 100 microgrammi in più al giorno. La sua carenza, causata dal cattivo funzionamento della tiroide fa aumentare i rischi di infertilità, di aborto, di deficit cognitivi nei bambini. È questo il messaggio lanciato dagli endocrinologi in occasione della Giornata mondiale della tiroide, in programma in Italia il 23 Maggio.

«Per prevenire e trattare le forme di ipotiroidismo, che in gestazione aumentano e possono provocare danni alla salute della mamma e del bambino» annuncia Aldo Pinchera, presidente onorario dell’Associazione italiana tiroide «è stato lanciato nei reparti di endocrinologia e ginecologia di oltre 100 ospedali italiani, un Progetto Pilota destinato alle donne che desiderano avere un figlio». Progetto che prevede la verifica del corretto funzionamento della tiroide delle potenziali puerpere e la somministrazione di un questionario finalizzato ad informarle sui possibili gravi danni alla salute che la carenza di iodio può provocare.

«Con questa iniziativa» dice Pinchera «contiamo di incrementare le diagnosi precoce e colmare eventuali carenze di iodio con opportune integrazioni, assicurando in breve un normale decorso della gestazione. È molto meglio» sottolinea l’endocrinologo «non attendere la gravidanza, ma arrivare alla gestazione già con un fisico che non presenta carenze di iodio».

Le donne in età fertile in Italia sono oltre due milioni, quelle che hanno una gravidanza programmata sono 500-600 mila ogni anno. Con questi numeri non è possibile ipotizzare uno screening generalizzato della funzione tiroidea a carico del Servizio sanitario. «Proprio per questo» conclude Pinchera «ci proponiamo, con il progetto pilota, di informare tutte le future mamme sull’importanza di sottoporsi a controllo prima della gestazione».

Aspiranti mamme, attente alla tiroide. I disturbi a questa ghiandola ’jolly’ che regola moltissime funzioni dell’organismo interessano oltre 6 milioni di italiani, colpiscono soprattutto le donne e possono comparire o aggravarsi proprio in gravidanza. Con rischi anche gravi per madre e bebè.

Per l’occasione, nei reparti di endocrinologia e ginecologia di oltre 100 ospedali lungo tutta la Penisola, parte il primo programma sperimentale di prevenzione e cura della ‘tiroide pigra’(ipotiroidismo) dedicato alle future mamme. Dal 18 al 25 maggio, nelle strutture che aderiscono alla Giornata, le donne riceveranno una brochure informativa e un questionario per la diagnosi precoce. L’iniziativa, patrocinata fra gli altri dal ministero della Salute, è promossa da Ait (Associazione italiana tiroide), Ame (Associazione medici endocrinologi), Sie (Società italiana di endocrinologia), insieme al Comitato delle associazioni dei pazienti endocrini (Cape). In Italia – ricordano gli esperti – una donna su 10 soffre di ipotiroidismo, mentre 2 su 100 hanno il problema opposto e cioè la tiroide iperattiva (ipertiroidismo). In particolare, in gravidanza aumenta fino circa a raddoppiare il fabbisogno giornaliero di iodio (ne servono 100 microgrammi in più), elemento chiave per la salute della ghiandola a forma di farfalla che abita alla base del collo.

Fonte: dica33 e  CN

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