Le immagini sulle confezioni di cibo sono "ritoccate", la legge lo vieta

“L’immagine ha il solo scopo di presentare il prodotto”.

Siamo così abituati a leggere questa frase sulle confezioni di surgelati, scatolette o altri alimenti che quasi non ci facciamo più caso. Ma spesso la differenza tra l’immagine proposta dall’azienda e il contenuto è davvero sorprendente per non dire deludente.
L’articolo 2 del d.lgs 109/92 in applicazione della direttiva comunitaria, dice che le etichette, le confezioni e anche la pubblicità dei prodotti non devono in alcun modo trarre in inganno il consumatore. La realtà è ben diversa!!!

I fotografi hanno molti trucchi che servono per esaltare il cibo, il colore e la consistenza, questi trucchi sono mostrati in un video svizzero, che racconta i segreti delle foto alimentari, ma anche quelle usate dalle riviste di cucina. Gli svizzeri non sono gli unici a occuparsi dell’argomento.
In Germania è diventato un libro il progetto Werbung gegen realitaet (pubblicità contro realtà) che mette a nudo salse minestre snack e piatti pronti, alcuni venduti anche in Italia, confrontando le immagini ufficiali con quello che realmente esce da scatole e barattoli. In Francia, un sito analogo attivo da anni si chiama “Non contractuelles“.
Negli Stati Uniti c’è  un sito che mette a confronto le pubblicità dei fast food più popolari con immagini reali, mentre Food in real life presenta una serie di specialità pronte di gusto americano, commentate con ironia.
In Canada è stata la stessa direttrice di un ristorante McDonald’s a rendere pubblico attraverso un video caricato su Youtube, come vengono create le immagini promozionali dei loro panini.

Ilfattoalimentare si è occupato dell’argomento e invita i lettori ad inviare loro delle immagini che attestino la differenza tra la foto del prodotto e il prodotto stesso.
Le foto migliori che arrivano in redazione saranno pubblicate, inviatele a questo indirizzo: ilfattoalimentare@ilfattoalimentare.it

Il mio commento alla notizia:
Io non compro quasi nulla di precotto, prepronto, prefatto, sono contraria a queste cose. Nel “quasi” includo però i sofficini, i bastoncini di pesce, le spinacine e i cordon bleu, per esigenze di forza maggiore..ossia..figli. Devo ammettere che a volte il prodotto sulla scatola non corrisponde affatto a quello all’interno della confezione, infatti una volta ho comprato dei bastoncini di pesce e all’interno erano grigi…ma proprio grigi…ho buttato tutto e non li ricomprerò mai, mai, mai più. Le foto che ho visto nel siti citati mi fanno pensare al cibo che ti servono in aereo, ma almeno lì non c’è nessuna foto che ti trae in inganno!!!
Io poi, non sono una frequentatrice di Fast Food, infatti quando sono stata negli USA, dove li c’è un Fast Food ogni metro, ho sofferto abbastanza nella ricerca di cibo sano.

Fonte

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