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Il cielo sopra le nuvole, come vincere l’autismo

Ho letto questo libro, è veramente toccante. La forza di una madre che non si arrende di fronte ad una diagnosi spietata. Ogni giorno combatte e si da da fare per migliorare la vita dei suoi gemelli Alessandro e Gabriele.

I proventi del libro servono per sottoporre i figli a cure speciali che danno grandi risultati.

Dopo aver letto il libro ho cercato l’autrice in Fb, ho scoperto che era la sorella del marito di una mia amica, che strana la vita…
Oggi ha pubblicato un video molto bello che voglio condividere con voi. Un’intervista fatta da VideoBergamo a Lucia, nella quale parla della sua vita, dei suoi figli, di come si è arrivati alla diasogni, della sue ricerche nel web, delle sue speranze, delle sue battaglie, anzi delle loro battaglie, dei loro viaggi della speranza e dei loro risultati grazie a questi viaggi, delle terapie provate e dei risultati avuti.
E’ un’intervista che mi ha toccato nel profondo del cuore e che spero voi guardiate per intero.
Alla fine lascia anche il suo n. di telefono 334 3919678 e la sua mail luciasiriacolombi@live.it perchè chiunque voglia informazioni può contattarla.

“Il sole sopra le nuvole”, un libro scritto da una mamma , Siria Lucia Colombi, in cui si racconta la vita di un’intera famiglia che viene sconvolta dalla malattia dei propri figli. Il libro è stato scritto con lo scopo di portare sempre più persone a conoscenza di un disturbo tanto devastante e sempre più in aumento.

L’autrice vuole mettere in risalto come, ancora oggi, solo poche persone vengono a conoscenza che l’autismo si può combattere in modo concreto ed efficace, come lei stessa sta facendo giorno dopo giorno coi propri figli, trasmettendo così speranza a chi si trova a dover affrontare ogni giorno le difficoltà che si possono incontrare quando una famiglia viene colpita dall’autismo.

Pet Therapy

Con il termine pet therapy (in italiano, zooterapia) s’intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull’interazione uomo-animale.
La pet therapy è una co-terapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l’approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e, tramite questo rapporto, stabilire sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia stimolare la partecipazione attiva del paziente.

Si individua l’animale corretto per il singolo paziente in base alle preferenze personali, alle capacità psico-fisiche, all’analisi delle eventuali fobie specifiche, alle allergie ed in base alla risposta emotiva nelle prime sedute.

Gli animali che vengono abitualmente coinvolti nella pet-therapy sono cani, gatti, criceti, conigli, asini, capre, mucche, cavalli, uccelli, pesci, delfini.

La pet-therapy giova ai bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto

Che si tratti di un coniglio, di un cane, di un gatto o di altro animale scelto dai responsabili di programmi di pet therapy, la sua presenza solitamente risveglia l’interesse di chi ne viene a contatto, catalizza la sua attenzione, stimola energie positive distogliendolo o rendendogli più accettabile il disagio di cui è portatore.
La gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l’animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè la qualità della loro vita.
Nelle strutture dove è stato possibile svolgere un programma di pet-therapy, i bambini ricoverati hanno ritrovato il sorriso, erano più tranquilli e hanno superato con maggior serenità il periodo di degenza.

La pet therapy prevede che il bambino si occupi dell’animale, gli dia da mangiare, lo coccoli, lo accarezzi e giochi con lui; non solo: prevede anche che queste attività vengano svolte insieme ad altri bambini, in modo da favorire la socializzazione.Tutto questo permette di migliorare molto la qualità della vita dei piccoli pazienti durante la permanenza in ospedale.La pet-therapy è un’ottimo aiuto per la cura di quei bambini che sono affetti da disturbi dell’apprendimento o problemi psicomotori, da sindrome di Down e autismo.

Per approfondire l’argomento guarda QUI

Andrea, Franco e l’autismo

La storia sembra semplice, ma è più complessa di quanto si riesca ad immaginare. Un padre che dedica la sua vita, il suo tempo, le sue energie ad un figlio, per fargli vivere una vita degna di essere chiamata tale.

I protagonisti di questa storia sono Franco Antonello, 51enne di Castelfranco e suo figlio Andrea, appena maggiorenne. Hanno intrapreso unn viaggio della durata di 123 giorni, hanno percorso 38 mila km, il tutto è servito come una sorta di reciproca terapia: Andrea, infatti, è autistico da quando aveva due anni e mezzo. Oggi frequenta la quarta superiore all’istituto statale Florence Nightingale. Suo padre, che si occupa di pubblicità ed è editore di riviste distribuite con «Il Sole 24 ore».

Dal viaggio poi ne è nato un libro, credo che sia bellissimo e non mancherò di leggerlo, “Se ti abbraccio non avere paura”, un titolo non a caso, infatti Andrea non appena conosce una persona la tocca, la abbraccia, la vuole sentire.

Vi sono due video bellissimi assolutamnete da vedere, uno è l’intervista alle Invasioni Barbariche e l’altro in servizio fatto da Le Iene.
Per leggere tutta l’intervista: Panorama

Il vaccino del morbillo può causare l’autismo?

Il vaccino anti-morbillo è combinato con quelli anti-rosolia e anti-parotite (vaccino trivalente MPR). Tale vaccino è costituito dai tre ceppi virali vivi e attenuati (un ceppo virale attenuato non è capace di provocare la patologia, ma è in grado di stimolare la produzione anticorpale).
La vaccinazione anti-morbillo prevede due dosi, la prima viene somministrata nel periodo compreso tra i 12 e i 15 mesi di età, la seconda dose viene iniettata 5 o 6 anni dopo la prima somministrazione, generalmente in modo contemporaneo alla dose di richiamo dei vaccini anti-difterite, anti-tetano e anti-pertosse.
L’autismo, la malattia resa celebre dal film Rain Man con Dustin Hoffmann, sembra legato a un’infezione intestinale finora sconosciuta che un gruppo di ricercatori britannici associa al vaccino trivalente contro il morbillo, parotite e rosolia.

A sollevare l’inquietante sospetto sono i virologi del Royal Hospital di Londra in un articolo sull’ultimo numero del settimanale medico Lancet ispirato da uno studio condotto su 12 bambini che hanno sviluppato i primi atteggiamenti autistici a pochi giorni dall’inoculazione del trivalente, sul montare di una grave e cronica infezione intestinale.

Gli autori dello studio guidati dal Arie Zuckerman tuttavia sostengono che il sospetto non deve allarmare ma servire da base per nuove ricerche e che non è il caso di sospendere l’uso di un vaccino inoculato ogni giorno in tutto il mondo a milioni di bambini difesi così contro mali potenzialmente letali.

Secondo il gastroenterologo Andy Wakefiled, il trivalente andrebbe però sostituito da tre separate inoculazioni in un anno per risparmiare all’organismo dei bambini lo shock causato da una simultanea risposta immunitaria a tre diversi vaccini. Tutti gli studiosi concordano comunque sulla portata di questo shock.

”Chiediamo al Ministero di dare informazioni certe, anche sottoponendo il tema al Consiglio superiore di sanita’, e soprattutto di fornire una corretta informazione ai cittadini”. Questo l’appello di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato sulla sentenza del Tribunale di Rimini, sezione Lavoro, che torna ad associare la vaccinazione anti Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR) alla Sindrome di Kanner, meglio nota come autismo.

La sentenza e’ stata diffusamente contestata da molte societa’ scientifiche del mondo medico.

”Alla luce delle diverse posizioni in campo- scrive TdM in una nota – crediamo che i genitori abbiano invece il diritto di avere informazioni certe sui possibili rischi (avvalorati da ricerche scientifiche valide) oltre che benefici delle vaccinazioni, prima di scegliere per il proprio figlio in maniera consapevole; stando cosi’ le cose questo consenso informato potrebbe essere parziale e non ci soddisfa.

Non vogliamo che si creino allarmismi ingiustificati, ma non possiamo nemmeno sottovalutare gli elementi presi in considerazione dalla sentenza: chiediamo alle istituzioni di fare luce e dare informazioni chiare e comprensibili ai cittadini, anche presso i centri di vaccinazione nel piu’ breve tempo possibile. Ogni giorno sono tanti i bambini che continuano ad essere sottoposti a questa vaccinazione, sulla quale ora esistono dubbi in termini di sicurezza”.

Io il vaccino al mio bimbo l’ho fatto. Mi è andata bene. A fronte di questi studi gli faro il richiamo? Non lo so, ci penserò a tempo debito, sperando che abbiano fatto ulteriori studi e ci diano più certezze. Ci sono dovute, sono i nostri figli che vacciniamo.

Giornata Mondiale dell’Autismo

Il sole sopra le nuvole”, un libro scritto da una mamma , Siria  Lucia Colombi,  in cui si racconta la vita di un’intera famiglia che viene sconvolta dalla malattia dei propri figli. Il libro è stato scritto con lo scopo di portare sempre più persone a conoscenza di un disturbo tanto devastante e sempre più in aumento.

L’autrice vuole mettere in risalto come, ancora oggi, solo poche persone vengono a conoscenza che l’autismo si può combattere in modo concreto ed efficace, come lei stessa sta facendo giorno dopo giorno coi propri figli, trasmettendo così speranza a chi si trova a dover affrontare ogni giorno le difficoltà che si possono incontrare quando una famiglia viene colpita dall’autismo.

Ho letto questo libro, è veramente toccante. La forza di una madre che non si arrende di fronte ad una diagnosi spietata. Ogni giorno combatte e si da da fare per migliorare la vita dei suoi gemelli.
I proventi del libro servono per portare i figli negli Stati Uniti, per sottoporli a cure speciali che danno grandi risultati.