Archivi categoria: Bambini

A cosa servono le fiabe, perchè raccontarle?

Le storie, i classici, c’è un motivo se tutti li conosciamo, sono un modo per venire a patti col mondo, un mondo che non sempre ha senso.
La speranza di credere anche solamente nella possibilità di un lieto fine è un mezzo molto potente.
Biancaneve in “Once upon a time”.

A tutti i bambini piace ascoltare fiabe, durante il giorno, ma soprattutto la sera prima di addormentarsi. Anch’io e il mio Gatto Furioso abbiamo questa sana abitudine, ogni giorno ci ritagliamo del tempo, ci sediamo sul divano o sul letto e leggiamo, si, io leggo e lui ascolta e guarda le figure, insieme..leggiamo!
I bambini si identificano nei personaggi delle favole, provano le loro stesse emozioni, infatti in ogni favola ci sono personaggi con caratteristiche differenti, il buono, il cattivo, l’ingenuo come Pinocchio, questo permette al bambino di capire, che il mondo è abitato da diversi tipi di persone, con differenti caratteri e anche con cattive intenzioni. Ogni favola poi, è un messaggio per il bambino, un insegnamento, ad esempio la favola di Cappuccetto Rosso che finisce con la bambina e la nonna divorate dal lupo, vuole insegnare ai bambini a non disobbedire alla mamma, né rivolgere parola agli sconosciuti.
Nelle favole è d’obbligo il lieto fine che è sempre il frutto dell’azione del protagonista. Questo permette di trasmettere un messaggio importante di fiducia verso la vita ed il futuro anche nei momenti più difficili.

Alcune fiabe fanno paura, ma non è vero che non vanno raccontate, le fiabe danno un volto a queste paure e indicano vie per superarle, per questo è fondamentale che finiscano bene.

Nelle fiabe, c’è sempre distinzione tra bene e male, buono e cattivo: i personaggi non sono ambigui, hanno un’unica caratteristica e questo è positivo per il bambino.
Ogni favola, ogni storia che noi leggiamo ai nostri bambini, offre esempi di soluzione alle difficoltà che si possono presentare insegnano ad accettare le responsabilità e ad affrontare la vita.
Grazie al racconto, inoltre, il bambino apprende regole, valori e modi di comportarsi che lo aiuteranno nella vita di tutti i giorni.

Noi abbiamo l’abitudine di andare in Biblioteca, dove c’è un’ampia gamma di libri, dai classici, ai nuovi personaggi, ad esempio Peppa Pig, che al mio bimbo piace molto, che è sempre un esempio positivo e da buoni consigli, oppure la famiglia Barbapapà, la Pimpa e molti molti altri.
Buona lettura a tutti

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A cosa servono le Fiabe? Perchè raccontarle?

Le storie, i classici, c’è un motivo se tutti li conosciamo, sono un modo per venire a patti col mondo, un mondo che non sempre ha senso.
La speranza di credere anche solamente nella possibilità di un lieto fine è un mezzo molto potente.
Biancaneve in “Once upon a time”.

A tutti i bambini piace ascoltare fiabe, durante il giorno, ma soprattutto la sera prima di addormentarsi. Anch’io e il mio Gatto Furioso abbiamo questa sana abitudine, ogni giorno ci ritagliamo del tempo, ci sediamo sul divano o sul letto e leggiamo, si, io leggo e lui ascolta e guarda le figure, insieme..leggiamo!
I bambini si identificano nei personaggi delle favole, provano le loro stesse emozioni, infatti in ogni favola ci sono personaggi con caratteristiche differenti, il buono, il cattivo, l’ingenuo come Pinocchio, questo permette al bambino di capire, che il mondo è abitato da diversi tipi di persone, con differenti caratteri e anche con cattive intenzioni. Ogni favola poi, è un messaggio per il bambino, un insegnamento, ad esempio la favola di Cappuccetto Rosso che finisce con la bambina e la nonna divorate dal lupo, vuole insegnare ai bambini a non disobbedire alla mamma, né rivolgere parola agli sconosciuti.
Nelle favole è d’obbligo il lieto fine che è sempre il frutto dell’azione del protagonista. Questo permette di trasmettere un messaggio importante di fiducia verso la vita ed il futuro anche nei momenti più difficili.

Alcune fiabe fanno paura, ma non è vero che non vanno raccontate, le fiabe danno un volto a queste paure e indicano vie per superarle, per questo è fondamentale che finiscano bene.

Nelle fiabe, c’è sempre distinzione tra bene e male, buono e cattivo: i personaggi non sono ambigui, hanno un’unica caratteristica e questo è positivo per il bambino.
Ogni favola, ogni storia che noi leggiamo ai nostri bambini, offre esempi di soluzione alle difficoltà che si possono presentare insegnano ad accettare le responsabilità e ad affrontare la vita.
Grazie al racconto, inoltre, il bambino apprende regole, valori e modi di comportarsi che lo aiuteranno nella vita di tutti i giorni.

Noi abbiamo l’abitudine di andare in Biblioteca, dove c’è un’ampia gamma di libri, dai classici, ai nuovi personaggi, ad esempio Peppa Pig, che al mio bimbo piace molto, che è sempre un esempio positivo e da buoni consigli, oppure la famiglia Barbapapà, la Pimpa e molti molti altri.
Buona lettura a tutti.
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T-shirt Fiat 500 Kids Collection per sostenere i bambini di Haiti

Oggi, in occasione della Giornata Internazionale dell’Alfabetizzazione istituita da Unesco, al Coin di Piazza V Giornate a Milanoe, si terrà il lancio della T-shirt Fiat 500 Kids Collection a sostegno del progetto “Scuole di Strada” di Haiti della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia Onlus. Sarà in vendita, in esclusiva, la maglia – unisex, a maniche lunghe e con doppia stampa colorata della 500, caratterizzata dal label ‘Give me 5!’, simbolo ed espressione di amicizia e complicità, un gesto molto diffuso tra i giovani di tutto il mondo.Chiunque acquisti questa t-shirt – dal costo di 19,90€ – infatti donerà un anno di libri scolastici a 5 bambini di Haiti.

La maglietta sarà venduta all’interno di 48 store a marchio Coin in Italia, quindi se volete partecipare a questa iniziativa non dovrete fare altro che informarvi in quale negozio più vicino a voi si potranno trovare.
Potete trovare tutti i dettagli su http://www.kids.fiat500.com e su http://www.nph-italia.org

Con un applicazione le foto di bambini su Facebook diventano cani e gatti

Tre trentenni americani hanno recentemente lanciato l’applicazione che in un sol colpo sostituisce ogni foto di neonati e bambini da Facebook con immagini di cani, gatti e vari animali.
Il programma si chiama Unbaby.me , esclusivo per il browser Chrome, in pochi giorni, ha già ricevuto oltre 50 mila “like” su Facebook, questo dimostra  che molti  utenti sono stanchi di veder comparire in continuazione foto di bambini. I tre creatori dell’applicazione si chiamano Yvonne Cheng, Chris Baker e Marquis Pete.

Il plug-in può essere scaricato dal Chrome web store. È facile da installare e da disinstallare. Una volta installata e in esecuzione, esplora il feed dei post sulla bacheca di Facebook, cercando precise parole chiave che possono ricondurre a foto di bambini come “adorabile” e “primo compleanno”.
Una volta individuata l’immagine, ecco che attraverso un’equazione informatica la sostituisce con una presente in un archivio RSS.
L’iniziativa farà certo discutere ma i creatori hanno comunque voluto spiegare di non odiare i bambini, ma solo di essere stanchi di vedere solo foto dei più piccoli.

Ecco il video che spiega il funzionamento di Unbaby.me

Adesso io dico, ma questi trentenni non avevano altro da fare?
L’immagine dei bimbi mi mette sempre di buon umore, mi sorge sempre un sorriso.
Certo vi sono delle immagini di bimbi veramente discutibili, accompagnate da parolacce, frasi stupide o addirittura che bevono e fumano. Ecco, quelle le toglierei volentieri, i bambini vanno rispettati.
Hanno ricevuto diversi click su mi piace, ma quante di queste persone scaricheranno l’applicazione??
E quando si stuferanno dei gattini con cosa lo sostituiranno??
Permettetemi di dubitare…Io di certo non lo farò!!

L’avvelenamento dei bambini, un pericolo presente nelle nostre case

 Fra gli incidenti domestici, uno dei più temuti è l’avvelenamento, nel 90% dei casi, gli avvelenamenti avvengono proprio nell’ambiente considerato più sicuro: la casa.  Veri e propri pericoli per i bambini sono: detersivi, medicinali, vernici, cibi tossici sono prodotti che, se inalati o ingeriti accidentalmente, possono provocare intossicazioni e avvelenamenti. A volte, un semplice momento di distrazione da parte dell’adulto, può generare gravi conseguenze per i più piccoli.
Per aiutare i genitori, i pediatri SIPPS hanno elaborato una serie di consigli utili per prevenire il pericolo di avvelenamento o affrontarlo al meglio.

Cosa fare in caso di avvelenamento
Non bisogna mai provocare il vomito, né somministrare latte, né altri alimenti. In nessun caso, il prodotto ingerito dal bambino va assaggiato.

Consultare subito medici competenti telefonicamente: innanzitutto il proprio pediatra di famiglia, ma anche un Centro Antiveleni, o Pronto Soccorso. Saranno loro a dare i primi consigli; molte sostanze, infatti,  non sono tossici e molti farmaci non sono pericolosi; in questi casi, per esempio, si può evitare di correre al Pronto Soccorso.
Come evitare l’avvelenamento nei bambini
Conservare le medicine, i prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale fuori dalla portata dei bambini, in armadietti chiusi a chiave o nei ripiani più alti degli armadi. Non riporre i prodotti rischiosi, tipo psicofarmaci, in borse, beauty-case, comodini delle camere da letto, perché risultano facilmente accessibili.
Non travasare prodotti chimici per la pulizia o la manutenzione della casa in contenitori normalmente utilizzati per il cibo, ma lasciarli nelle confezioni originali.
Non lasciare detersivi e prodotti per la pulizia sotto il lavello della cucina. Tra questi, i più pericolosi sono i disgorganti, i solventi, la soda caustica, l’acido muriatico, gli anticalcari e l’ammoniaca.

Quando l’avvelenamento è “provocato” dai genitori
 Non somministrazione farmaci scaduti o cibi tossici, attenzione soprattutto ai funghi. Leggere con attenzione le etichette, le date di scadenza e le indicazioni dei farmaci; questi vanno somministrati sempre secondo le prescrizioni del pediatra o, quanto meno, secondo le indicazioni previste nel foglietto illustrativo.
Far attenzione ad alcuni tipi piante che si tengono in casa, poiché particolari specie presentano alcune parti che, se ingerite, di possono risultare tossiche.
Evitare l’uso dell’alcol nei bambini e negli adolescenti. Non si deve sottovalutare neanche l’ingestione di sigarette: il tabacco ha una sua tossicità.
Nel periodo invernale, uno dei rischi maggiori è rappresentato dalla possibile inalazione di fumi e sostanze pericolose, quali il monossido di carbonio, prodotti da stufe, caldaie, camini. È comunque buona regola, in ogni stagione, non effettuare combustioni in ambienti chiusi.

Smile Train, la speranza di un sorriso nei bambini affetti da labio-palatoschisi

Smile Train Italia Onlus nasce con l’intento di operare bambini affetti da labio-palatoschisi nei paesi disagiati, per donare loro il sorriso e la possibilità di godere di un futuro migliore. L’Associazione è costituita da volontari: medici specialisti in chirurgia plastica, maxillo-facciale, anestesia, pediatria, infermieri ed esperti logisti.
Il lavoro dei volontari consiste nella realizzazione di missioni chirurgiche nei paesi dove l’incidenza di tali patologie è estremamente elevata e dove è molto limitata la presenza di chirurghi plastici locali in grado di intervenire chirurgicamente su questa particolare malformazione.
La labio-palatoschisi è una deformità del labbro e del palato che deturpa completamente il volto dei bambini che ne sono affetti, comportando inoltre difficoltà nella nutrizione, problemi di logopedia, e spesso anche un grave disagio sociale causato dall’isolamento ed emarginazione a cui le culture locali condannano questi piccoli.

Un’obbiettivo di Smile Train è è di creare un centro specialistico a Erbil, in Kurdistan. All’ospedale universitario di Erbil c’è un piccolo reparto di chirurgia plastica dove fanno una parte di interventi su bimbi e ragazzi, quelli sul labbro leporino in genere, ma non quelli più invasivi sul palato e le ricostruzioni un po’ più complesse. Il loro progetto è fornire gli strumenti dal punto di vista sia di didattica che pratici, ovvero ferri chirurgici e quanto è necessario.

Sono stati anche in Afghanistan dove c’è più facilità di matrimoni tra consanguinei, quindi sono molto più elevate queste incidenze, vi sono malformazioni gravissime, infatti c’è un sospetto che ci siano stati nel corso degli anni danni provocati da tutto quello che Saddam Hussein ha scaricato lì: gas che hanno favorito queste malformazioni. Hanno visitato 90 pazienti, ne hanno operate 22, ma erano casi molto impegnativi e quindi gli interventi sono durati parecchio tempo, avevano a disposizione solo una settimana. 3 pazienti verranno portati in Italia, si tratta di casi più gravi in cui è necessaria la rianimazione e la neurochirurgia.
Grazie all’operato dei medici volontari di Smile Train più di 1600 bambini nel mondo hanno ritrovato il sorriso, ma molti altri sono ancora in attesa di un gesto di solidarietà…
Se vuoi vedere e leggere storie bellissime di speranza e di un futuro migliore guarda QUI

Vacanze esotiche con i bambini, zone a rischio

Tra le mete preferite dai vacanzieri, anche dalle famiglie con i bambini, vi sono mete esotiche. Perciò è importante essere adeguatamente informati sui rischi di contagio di malattie infettive non presenti in Italia e che, quindi, sono poco note anche ai pediatri di famiglia.Prima di recarsi in un area a rischio occorre prepararsi per tempo, è consigliata un’adeguata profilassi vaccinale, come sottolineano i pediatri SITIP, che però ha bisogno di un tempo adeguato per garantire la protezione dalla malattia, tempo che può variare da patologia a patologia.
Le aree a rischio sono:  al primo posto si trova il Continente africano, seguono poi il Sud Est Asiatico, l’America latina ed il Medio Oriente. Anche per quanto riguarda l’Africa ci sono comunque differenze: ad esempio l’Africa sub-sahariana è ad alto rischio di malaria (tra l’altro la malaria che si contrae in Africa è del tipo più pericoloso), mentre nel nord Africa, così come nel sud est asiatico, sono più diffuse le malattie di origine alimentare come, ad esempio, epatite A, tifo e colera.
Sono più di 200 milioni i casi di malaria registrati ogni anno. Il contagio avviene attraverso il morso di alcuni tipi di zanzare. Per questa malattia non esiste un vaccino ma una serie di interventi con farmaci che servono per prevenire il contagio. Per quanto riguarda Epatite A Epatite B, il contagio avviene attraverso il cibo e l’acqua. Il contatto con un soggetto infetto, attraverso fluidi corporei può essere causa di contagio.
Queste malattie si presentano come una normale influenza, la febbre può diventare molto alta, si presentano inoltre segni di nausea e vomito. Esiste per l’Epatite un vaccino combinato. Infine, per chi si sposta verso l’Africa o l’Asia, il pericolo è rappresentato dalla Febbre gialla, che può portare alla morte nel 50% dei casi. Il contagio avviene tramite il morso di alcune specie di zanzare. Solo i centri autorizzati possono praticare vaccini che assicurano protezione totale.
Il consiglio è quello di prestare attenzione e di non sottovalutare in nessun caso i sintomi.
Per saperne di più guarda QUI e QUI

Chirurgia estetica per bambini Down, il Comitato di bioetica è contrario

Vi sono genitori che sottopongono i propri figli affetti da sindrome di Down ad interventi di chirurgia estetica per eliminare i tratti somatici caratteristici della malattia. Si tratta di casi isolati ma presenti, anche in Italia. Il Comitato Nazionale di Bioetica ha dato parere negativo a questa pratica attraverso il report “Aspetti bioetici della chirurgia estetica e ricostruttiva”.

Il documento redatto e firmato dai proff. Lorenzo d’Avack, Laura Palazzani e Giancarlo Umani Ronchi intende instaurare una riflessione In particolare sul fatto che non si tratta di un intervento strettamente terapeutico nè di una necessità del paziente, ma dei genitori per aiutare il proprio figlio a vivere una vita il più possibile priva di pregiudizi. Vengono quindi utilizzate, le parole “accanimento estetico”.
Infatti, non esiste alcuna prova che un’operazione di chirurgia estetica migliori l’accettazione che la persona o il bambino Down ha di sé. Al contrario, alcune ricerche dimostrano come il mutamento d’aspetto spesso sia controproducente. La riconoscibilità della patologia in vari casi aiuta la presa di coscienza circa la propria identità da parte della persona Down, e allo stesso tempo le persone si relazionano con i Down con diverse aspettative.
L’operazione è ritenuta eticamente accettabile se il paziente è ben conscio di rischi e benefici, della necessità di cure costanti e se vi sia un effettivo miglioramento della salute.
Non ho esperienza alcuna con bambini Down, quindi non posso avere un’idea per conoscenza, ma solo superficiale, ma credo che cambiare l’aspetto fisico, non cambi la persona, ma è solo un parere personale.

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Una foto per Dirk, un bimbo affetto da un cancro

Dyrk Burcie è un bambino di soli quattro anni affetto da un cancro. Quando un anno fa gli venne diagnosticato il male incurabile suo padre Dameon, vigile del fuoco di Dallas, decise di fare qualcosa per rallegrarlo e portare il buonumore in famiglia: ideò la scritta del suo nome con i camion dei pompieri e la immortalò in uno scatto da regalare al figlio. La foto venne postata sulla pagina Facebook dedicata al piccolo e da lì il passaparola ha fatto tutto il resto. I pompieri di tutta la zona si sono presi a cuore la vicenda e hanno creato nel corso dei mesi una catena di messaggi di solidarietà, pubblicando le immagini più disparate con il nome di Dyrk. Da allora la campagna – che si può anche sostenere con un versamento in denaro – porta il nome di “Dyrk Strong”.

Una dimostrazione di solidarietà molto importante per la famiglia, perché nel mese di aprile – dopo nove cicli di chemioterapia e un trapianto di fegato senza risultati – i genitori del piccolo hanno deciso di sospendere tutte le cure per godersi il più possibile gli ultimi mesi di vita di Dyrk. Grazie all’eco che la vicenda ha avuto su televisioni locali e poi nazionali, la catena solidale di foto si è diffusa ovunque, tra le associazioni o le squadre di football fino ai vigili del fuoco di Houston, che accanto al nome hanno aggiunto i loghi dei Transformers, il cartone animato preferito di Dyrk. Non solo: l’iniziativa spontanea ha stimolato la fantasia e spinto alcuni pompieri a trovare metodi spettacolari, come il nome fatto da balle di fieno infuocate e ripreso da un’altezza vertiginosa. Vale tutto, insomma, purché si regali un sorriso al piccolo Dyrk.
 

Infezioni alimentari, vademecum dei pediatri

Bambini e alimentazione, una relazione piuttosto complicata, soprattutto nel periodo estivo. Lo dicono i pediatri della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP) che approfittano dell’estate alle porte per ricordare quali riguardi riservare ai più piccoli con un vademecum per scongiurare le infezioni alimentari.

Nel periodo estivo, infatti, le temperature elevate fanno aumentare il tasso di sopravvivenza dei batteri che spesso si trovano negli alimenti ma che, pur entrando in contatto con l’organismo umano non riescono a dare il via ad una vera e propria infezione. Nei bambini, però, un fisico non ancora preparato a sopportare l’attacco di agenti patogeni (virus, batteri, parassiti), necessita certamente un’attenzione maggiore.

 Le infezioni alimentari, tecnicamente definite tossinfezioni o intossicazioni, sopraggiungono quando i batteri, o i virus, riescono a superare le barriere difensive dell’uomo. Nella maggior parte dei casi, queste infezioni si risolvono nel migliori dei modi ma, se trascurate o non riconosciute in tempo, possono causare anche gravi danni.

L’intossicazione più pericolosa è il botulismo, riconoscibile in difficoltà della vista e della parola, nella secchezza della bocca e nella debolezza muscolare. Un’intervento non tempestivo potrebbe portare anche, in casi estremi, alla paralisi dei muscoli, a difficoltà respiratoria e anche alla morte.

Il botulino, la tossina colpevole del botulismo solitamente si trova nelle conserve alimentari, specialmente quelle prodotte in casa, la cui accuratezza nei metodi di conservazione non sempre è adeguata. Miele e conserve, dunque, rimangono i prodotti a più alto rischio, soprattutto perchè prodotti assunti principalmente dai bambini.

Altra infezione è quella da stafilocco, presente molto frequentamente nei prodotti alimentari, ma altrettanto innocuo. In condizioni particolari, però, anche lo stafilococco può dare principio a infezioni importanti, il cui sintomo primo e distintivo è la diarrea. In questi casi, consigliano i pediatri, la cura migliore è bere acqua: un buon quantitativo di liquidi, infatti, aiuta l’espulsione del batterio e quindi la guarigione del malato.

Diarrea, dolori addominali e vomito che non si arrestano per 3, o anche 7 giorni, sono invece i sintomi di un’infezione da Rotavirus, prima causa di gastroenterite in età pediatrica. Anche qui la guarigione è, solitamente spontanea, in ogni caso non richiede trattamenti antibiotici.

Ecco quindi il vademecum dei pediatri:

– curare l’ igiene della mani quando si manipolano gli alimenti;
– cuocere bene i cibi in modo che tutte le parti raggiungano almeno i 70° di temperatura;
– consumare gli alimenti subito dopo la cottura, specialmente nei ristoranti;
– conservare in frigorifero gli alimenti cotti in casi se nn consumati sul momento;
– surgelare il cibo qualcora si pensi di doverlo conservare per troppi giorni;
– riscaldare rapidamente e ad alta temperatura gli alimenti cotti prima del loro consumo;
– scegliere prodotti che abbiano subito trattamenti idonei ad assicurarne l’innocuità;
– utilizzare solo acqua potabile e portare con sè, almeno in viaggio, una bottiglietta d’acqua accuratamente sigillata.
Fonte