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Martha Peake di Patrick McGrath edito da Bompiani

La storia di Martha è narrata da William al nipote, in un freddo inverno, in una casa fredda, enorme, teatro appunto di una parte della storia.
Questo romanzo è ambientato nel XVIII secolo, la protagonista è una giovane donna, Martha Peake e il padre Harry, un contrabbandiere di gin, di cui ne fa ampiamente uso. E’ proprio a causa di questo suo vizio del bere, che una notte Harry da origine ad un incendio, in cui perde la vita la moglie e lui resta orribilmente deformato. Una volta guarito, Martha e il padre si trasferiscono nella parte povera di Londra e per mantenersi Harry mostra le sue deformità nelle birrerie londinesi.
Nonostante gli scatti d’ira e la violenza di Harry, Martha sostiene e ama profondamente suo padre, ma pian piano l’uomo precipita nella follia, finchè Martha scappa terrorizzata e si rifugia a Drogo Hall. Dopo un essimo atto di violenza da parte del padre che riesce a trovarla, Martha decide di fuggire in America presso una zia, dove viene ben accolta, ma dove è appena esplosa una rivolta contro gli inglesi, che sfocerà poi in rivoluzione, durante la quale avrà un ruolo importante e diverrà un’eroina della Rivoluzione Americana.
Mi fermo qui, ho detto fin troppo. Spero di avervi incuriosito e che leggiate questo libro che parla di una donna forte, che sa reagire alle tragedie che la vita le mette di fronte.

              
Spesso un avvenimento a lungo atteso sorprende la mente come un trauma al suo effettivo accadere.
              
Forse è la più pericolosa delle illusioni credere di conoscere un altro essere umano, specialmente se morto..
                 

La muta * Chahdortt Djavann * Bompiani

Ho letto questo libro un po’ di tempo fa, l’ho letto perchè mi piace leggere storie vere, scritte direttamente da chi le ha vissute.
L’autrice di questo libro ha avuto degli appunti, un piccolo diario e l’ha tradotto con molta cura e scritto questo libro, che io trovo molto bello.
E’ la storia di Fatemeh, i suoi ricordi, le sue sensazioni.
Ricorda una zia molto bella, ma che non parlava, per scelta, a causa di un forte trauma vissuto e di come veniva trattata per questo, venne uccisa nella pubblica piazza. La sua colpa? Aver fatto l’amore con lo zio materno di Fatemeh quando era stata già promessa in sposa a un altro, un mullah. Adulterio, quindi, pur senza essere sposata.
Fatemeh quindici anni, viene costretta a sposare quello stesso mullah cui era stata promessa in sposa la muta, costretta a subire la violenza sessuale di un uomo che non ama e le angherie delle sue altre mogli, uccide il marito e il frutto di quell’amore violento, una bambina che avrebbe a sua volta subito il destino delle donne iraniane. In carcere, dunque, mentre attende la pena atroce che ha già portato via la muta, Fatemeh scrive il racconto della sua vicenda e rievoca quella della zia.
Donne sole, impotenti, ma accomunate dalla volontà di opporsi al fondamentalismo islamico.

La vicenda è molto complessa, è una storia di vita, vita delle donne iraniane, vita che non scelgono di vivere!!!

…Per quanto muta, faceva parlare il suo silenzio come nessun’altra voce…
Aveva deciso di tacere, ma il suo cuore non si era chiuso. Aveva fatto del silenzio la sua arte di vivere…