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25 Aprile giorno di festa, ma non per tutti

Sapete cosa faccio oggi? In questa giornata bellissima di sole, in questa giornata così luminosa di Primavera, in questa giornata nella quale i fiori sono sbocciati i tutto il suo splendore?
LAVORO
Sarò chiusa qui dentro fino a sera e passerò la giornata a chiedermi cosa avrei potuto fare se fossi stata a casa con la mia famiglia.
Anzi, lo so cosa avrei fatto, sarei andata al Parco delle Cornelle con i miei figli, avrei passato la giornata all’aria aperta a godermi il sole, il vento fra i capelli, avrei riso, mangiato e sarei stata felice.
E invece no! C’è chi ha deciso che anche i giorni di festa i centri commerciali devono stare aperti, c’è chi ha deciso che i centri commerciali possono stare chiuso solo tre giorni l’anno, c’è chi ha deciso così e quindi eccomi qui, con centinaia di altre persone, soprattutto donne, molte madri come me,  a passare ore e ore chiusa qua dentro, immaginando di essere fuori.
Sapete cosa vorrei? Vorrei che oggi non venisse nessuno, vorrei che le persone invece di passare un pomeriggio qui dentro scegliessero di passarlo all’aria aperta, anche se mi annoierò a morte vorrei questo perchè forse, e ripeto forse, i proprietari del centro commerciale si rendessero maggiormente conto che è più una spesa che un guadagno.
So già però che non andrà così, so già che ci saranno famiglie intere che decideranno di passare il pomeriggio chiusi qui dentro, che sceglieranno un posto artificiale invece di un bel prato, una bella città, un pomeriggio all’aria aperta.
Almeno abbiate la cortesia di salutarmi quando entrate in negozio, almeno quello, già che son qui, non fate finta di non vedermi.
Io non li capisco, giuro che non li capisco.
Voi cosa farete di bello? Ditemi che la vostra scelta non ricadrà sul chiudervi all’interno di una struttura, a meno che siano musei, chiese da visitare, castelli o cose simili.

Avete voluto la parità? Adesso arrangiatevi.

Ma che cavolo di frase è? Quando la sento pronunciare vado subito in bestia.
Secondo me pronunciano questa frase, ma non sanno nemmeno cosa vuol dire, non sanno cosa è successo ai tempi e sinceramente lo so poco anch’io, ero in fasce, anzi nemmeno ero nata quando sono cominciate queste lotte da parte delle donne.
Le prime proteste delle donne iniziano nella seconda metà dell’Ottocento, ma non sono iniziate per motivi futili, perchè non avevano nulla da fare, avevano delle ottime ragioni.
Le condizioni delle donne lavoratrici erano pessime, erano sottopagate rispetto agli uomini, pur svolgendo lo stesso tipo di mansione.
Erano costrette a lavorare fino al giorno del parto, altrimenti venivano licenziate, con conseguenze anche gravi.
Non possono frequentare le scuole, non possono possedere nulla, non possono votare.

Nelle donne di qualsiasi estrazione sociale nasce il desiderio di opporsi a queste regole dettate dagli uomini e nascono così le suffragette.
In Inghilterra nel 1928 le donne con più di trent’anni possono votare, in Italia dovremo arrivare al 1946!
L’emancipazione delle donne ha inizio, chi le ferma più?
Il culmine viene raggiunto negli anni ’60, chi non ne ha sentito parlare, ognuna di noi immagino.
Avvengono proteste e manifestazioni sia nelle università che nelle fabbriche, che nelle piazze, le donne combattono per la propria identità e il proprio riconoscimento, non vogliono più essere assoggettate all’uomo, voglio cambiare lo stato delle cose.
Portano a casa diverse vittorie, le più importanti sono la legge sul divorzio e la legge sulla regolamentazione dell’aborto.
Secondo me, e secondo molte donne, la parità dei sessi però, non è avvenuta veramente, la nostra società ha un tipo di pensiero prettamente maschilista, dove si da ancora poco spazio alle donne, dove le donne vengono ancora emarginate, soprattutto in ambito lavorativo. Ci sono pochissime donne nei posti di comando, pensate che c’è una sola donna alla Corte Costituzionale, un’ambasciatrice, una al vertice delle Banca d’Italia e voi questa la chiamate parità?
Eppure siamo noi donne che cresciamo i futuri uomini, dove sbagliamo?
Perchè ci sono uomini che pronunciano questa frase così orticante?
Perchè gli uomini fanno così fatica ad accettare che siamo esseri umani diversi, ma con i loro stessi diritti? Perchè la violenza sulle donne anzichè diminuire, aumenta?
Perchè gli uomini mal sopportano le lotte avvenute negli anni precedenti e ne parlano con rancore?
Una miriade di domande si affollano nella mia testa, domande senza risposta.

Un lavoro a misura…di mamma

Quando si parla di donne lavoratrici, il più delle volte si pensa alle dipendenti, ma una grande fetta di queste donne lavorano in proprio. Io ho sempre svolto un lavoro di tipo autonomo, quindi non conosco l’altra faccia della medaglia. Da diversi anni anche le lavoratrici autonome, artigiane e commercianti, hanno diritto all’astensione dal lavoro avente un’indennità giornaliera di maternità per i 2 mesi precedenti la data effettiva del parto e per i 3 mesi successivi al parto.
Durante la seconda gravidanza avrei voluto prendermi del tempo, soprattutto dopo la nascita del bambino, ma facendo un lavoro piuttosto laborioso e complicato, non mi è stato possibile insegnarlo a nessuno, richiedeva troppo tempo, troppa pratica, quindi ho lavorato fino al giorno del parto.
Stavo bene, ho avuto una gravidanza splendida. Sono uscita dall’ospedale il lunedì, al martedì ero già al lavoro col bimbo al fianco.
Sono riuscita a conciliare famiglia, casa, attività con fatica, ma ho svolto il mio lavoro su tutti i fronti, non dico in modo egregio, mentirei, ma ce l’ho messa tutta, tutta, tutta, per non far mancare nulla a nessuno e spero di esserci riuscita.
Se tornassi indietro rifarei ciò che ho fatto, non mi sono persa nemmeno un giorno di vita dei primi anni del mio bimbo e questo mi ha enormemente ripagati delle fatiche.
Ora svolgo un lavoro differente, ho più tempo per la famiglia, per me e devo ammettere che mi piace. Mi sento meno in colpa quando sono fuori casa, esco alle 8 e rientro alle 23, per tre giorni la settimana, facendo così, mi sento una casalinga-lavoratrice in egual modo.

Con questo post partecipo al Blog Tank di Donna Moderna Bambino.
Ringrazio Mamma Piky che mi ha fatto conoscere questo spazio dedicato alle mamme Blogger!